mercoledì 9 agosto 2017

Esercizio eretico: ius civilitatis


Breve premessa. Sono solo un tantino sensibile ai cosiddetti "diritti acquisiti". Sono molto più attento ai bisogni che non diventano diritti. Forse è il mio modo di compensare. O forse così mi rivelo persona non di sinistra, come qualcuno, forse a ragione, ritiene. Ad esempio se ci sono 1000 licenziamenti nella grande fabbrica che delocalizza e c'è grande solidarietà e attenzione dei media, solidarizzo sì, ma mi viene da pensare ai 10.000 che quel giorno hanno perso il lavoro in ordine sparso, uno in una officina, due nel supermercato, uno nello studio dell'architetto, etc. E mi viene da pensare a quelli che un lavoro non hanno mai avuto. Loro non ricevono solidarietà dai media: Sono numeri nelle statistiche. Egualmente, a proposito di immigrazione, ius sanguinis e ius soli, credo di capire la paura verso il diverso. Solo che mi chiedo se non si debba avere più paura dei delinquenti che già conosciamo. Quelli indigeni. Allora da tempo ho l' esigenza di formulare una proposta eretica. Sostituire lo ius civilitatis allo ius sanguinis o allo ius soli. Cioè cittadinanza a chi condivide le regole. Cittadinanza sottratta a chi non rispetta più le regole: ladri, corrotti, evasori, inquinatori, picchiatori, stupratori. E poiché mi è chiaro che a qualcuno, sofferente di cattivismo congenito, che fa tanto "moderno",(o pragmatismo o "a me non la dai a bere"), mancherebbe qualcosa se non affondassimo barconi, rispedissimo in Libia, etc., propongo che in cambio dell'accoglienza di 1000 migranti fra i quali potrebbero nascondersi 10 o 100 delinquenti, si imbarchino e si spingano verso il litorale libico 1000 conclamati delinquenti indigeni. I conti mi tornano. Quale obiezione potrebbero fare Salvini o i salviniani inconsapevoli dei vari partiti?